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All’invittissimo Prencipe il Delfino
di Francia,
Gabriele Iolioto di Ferrarii
da Trino di Monferrato.


Quanto, illustrissimo Prencipe, sia la nobil-
tà et l’eccellenza della poesia, non solamente al
poco numero di coloro si comprende, che in cia-
scuna età si sono ritrovati perfetti; ma etiandio
alla gra[n]de istimatione, nella quale appresso i buo-
ni prencipi sempre furono i buoni poeti. Della
perfettion d’e’ quali minor quantità senza fallo
è a nostri dì, che non fu negli antichi secoli. Il che
onde avenga, di quanti nella lingua volgare hanno a loro scritti alcun bel-
lo et onorato nome lasciato, niuno ve n’ha, che secondo il comun
giuditio, al tanto eccellente, quanto mirabile Messer Lodovico Ariosto
preferire si debba. Il quale la bassezza de romanzi ha con l’ali del suo
raro et felice ingegno a tanta altezza recata, che per aventura a più
sublime segno il gran Virgilio non recò l’arme d’Enea. Perciochè egli nel
suo Orlando con bellezza di stile incomparabile ha dimostrato quanto d’
arte et di perfetto giudicio in alta et eroica compositione dimostrare si
possa. Qui la prudenza et la giustitia d’ottimo prencipe; qui la temerità
et la trascuragine di no[n] savio re acco[m]pagnata co[n] la tirannide; qui l’ardire
et la timidità; qui la fortezza et la viltà; qui la castità et la impudicizia;
qui l’ingegno, et la sciocchezza; qui i buoni et i rei consigli sono in mo-
do depinti et espressi, ch’io ardisco dire, che no[n] è libro veruno, dal quale et
con più frutto et con maggior diletto imparar si possa quello, che per
noi fuggire et seguitare si debba. La quale opera essendo oltre modo
guasta et lacerata dalla avaritia d’alcuni impressori; et perciò avendola
io non senza infinita mia fatica et spesa in bella et corretta et comoda for-
ma ridotta, io non seppi a quale altro personaggio più degnamente indriz-
zar la potessi, che al glorioso nome di Vostra Serenità. Sì per essere io antichissimo
et devotissimo servitore della Cristianissima Maestà dell’invitto et gran vostro
genitore; et sì ancora p[er] esser sempre questo regno stato sostegno et orna-
me[n]to della militia, et parime[n]te appoggio della santa fede: tanto, che egli di
co[n]tinuo ha dato ad ogni penna materia abbondevole da poter scrivere. Vo-
stra Serenità adu[n]que con la umanità del suo cortese animo pre[n]derà volen-
tieri il picciol dono, che io umilme[n]te consacro a piedi della sua grandezza.
Di Venetia. All’ultimo di maggio. MDXLII.

Scheda

Autore

Gabriele Giolito de' Ferrari

Dedicatario

Valois, Enrico (re di Francia; 2)

Indicazione bibliografica

  • Orlando furioso di M. Ludovico Ariosto novissimamente alla sua integrità ridotto e ornato di varie figure…, Venezia, Gabriele Giolito de’ Ferrari, 1542

Collocazione

Ferrara, Biblioteca Comunale Ariostea